Prezzo fisso o variabile sulla bolletta: con la guerra in Iran la risposta è cambiata
Maggio 6, 2026

Una domanda che sembrava teorica è diventata urgente
Prezzo fisso o variabile? Per anni è stata una di quelle domande a cui si rispondeva con un “dipende” e poi si passava oltre. Oggi non è più così. Con il conflitto in Iran che sta scuotendo i mercati energetici globali, la scelta del tipo di tariffa può fare una differenza concreta e misurabile sulla bolletta di fine mese.
Cosa sta succedendo davvero sui mercati
A fine febbraio 2026 è iniziato il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il blocco dello Stretto di Hormuz — il canale attraverso cui transita circa il 20% del greggio mondiale — ha innescato una reazione immediata sui mercati internazionali.
In Europa il gas è arrivato a crescere di oltre il 40% in pochi giorni, mentre il petrolio ha superato gli 80 dollari al barile. Numeri che non restano confinati ai mercati finanziari: arrivano direttamente in bolletta.
L’Italia è uno dei Paesi più esposti, perché siamo il primo Stato in Europa per dipendenza dal gas, che copre il 35,1% del fabbisogno energetico totale. E la situazione è ulteriormente complicata dal fatto che il Qatar, uno dei più grandi esportatori al mondo di GNL, ha messo in pausa la sua produzione dopo che il suo principale stabilimento è stato colpito durante il conflitto — e la maggior parte del gas qatariota in arrivo in Europa era diretta proprio verso l’Italia.
Prezzo fisso: quando protegge davvero
Una tariffa a prezzo fisso blocca il costo dell’energia per tutta la durata del contratto. In un momento di mercato stabile o in calo, può sembrare uno svantaggio — stai pagando un prezzo bloccato mentre il mercato scende. Ma in un momento come quello attuale, è esattamente quello che ti protegge.
In un contesto di forte turbolenza come questo, i fornitori tendono a ridurre progressivamente le offerte a prezzo fisso di fronte all’incertezza su PUN e PSV. In altre parole: più si aspetta, meno opzioni restano disponibili.
Prezzo variabile: quando espone al rischio
Una tariffa variabile segue l’andamento degli indici di mercato — il PUN per la luce, il PSV per il gas. Quando i prezzi scendono, paghi meno. Quando salgono, paghi di più — e in questo momento stanno salendo in modo significativo.
Secondo le stime aggiornate al 25 marzo 2026, il conflitto in Iran ha portato a previsioni di aumento medio di 477 euro per il gas e 153 euro per l’energia elettrica, con una spesa annua totale che potrebbe arrivare a 2.952 euro per famiglia — un incremento del 21,5% rispetto alle stime iniziali per il 2026.
Chi ha una tariffa variabile in questo momento è esposto a questi aumenti in modo diretto.
La risposta giusta non è uguale per tutti
Qui sta il punto che spesso viene sottovalutato: non esiste una risposta valida per chiunque. Dipende da quando hai firmato il tuo contratto, da quanto hai bloccato il prezzo, da quando scade l’offerta attuale e da quanto consumi.
Chi ha un fisso firmato mesi fa a condizioni favorevoli, probabilmente sta già dormendo sonni tranquilli. Chi è ancora su un variabile o ha una promozione in scadenza, ha invece tutto l’interesse a valutare le opzioni disponibili adesso — prima che le offerte a prezzo fisso si riducano ulteriormente.
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